domenica 30 dicembre 2012

Cotechino in crosta


Finito lo sforzo gastronomico che unifica l’Italia tra la cena del ventiquattro e quella del venticinque, sforando in qualche caso anche in Santo Stefano, ci prepariamo a riarmare pentole e fornelli per festeggiare con le zampe sotto il tavolo anche la fine dell’anno vecchio e l’inizio di quello nuovo.

Non so come funzioni nelle altre famiglie, ma a casa mia il pranzo di Natale è sottoposto ad una sorta di rigidissima procedura ISO9000 per cui il ripetere sempre le stesse preparazioni con esattamente le stesse modalità sembrerebbe essere garanzia di qualità. Quindi la sorella il cui compagno viene dalla Puglia si occupa di procurare olive, carciofini, funghetti e tutta una serie di prodotti acquistati in un negozio specializzato con tanto di etichetta sulle confezioni: “Prodotti Meridionali” tanto per non confondersi. Mio papà che una ventina di anni fa ha fatto qualche viaggio in camper tra Norvegia, Svezia e Finlandia si occupa da allora di procurarci il salmone, poco importa se adesso questo arriva dall’Esselunga, l’esperto di salmone è lui e lui se ne prende la responsabilità! E via via, passando allegramente e rumorosamente dal paté al polipo, dai nervetti all’insalata russa si arriva con un po’ meno leggerezza ai tortellini fatti rigorosamente in casa (come ho già descritto qui). La felice coppia natalizia (gallina ripiena e cappone) rimane abbandonata ogni anno intonsa sulla tavola per rifiorire a nuova vita in una più entusiasmante insalata fredda il giorno di Santo Stefano. Qualche sguardo furtivo riescono poi a guadagnarlo panettone e altri amici dolci che, abbandonati sulla tavola per tutto il corso del pomeriggio suscitano interesse a fasi alterne da parte dei più coraggiosi.

Per capodanno siamo tutti più sciolti, probabilmente è dovuto al fatto che difficilmente siamo tutti nello stesso posto contemporaneamente. Tra montagna, mare e città d’arte (come dicono al tg), tra discoteche, serate danzanti e cene da amici, il cenone dell’ultimo ha faticato ad affermarsi a casa nostra, quindi per quest’anno mi sento libera di proporvi una ricetta che non appartiene alla mia famiglia, ma che ho testato personalmente parecchie volte perché mio marito lo adora ed è semplicissimo da preparare:
Cotechino in crosta
Ingredienti:
un cotechino precotto
pastasfoglia rettangolare
spinaci surgelati
un uovo
olio evo

Fate cuocere il cotechino con le tempistiche e le modalità indicate sulla confezione, intanto scongelare gli spinaci e poi saltateli in padella con un filo d’olio. Rompete l’uovo in una terrina e sbattetelo con una forchetta. Aprite la sfoglia e tagliatene via un pezzettino dal lato per creare le decorazioni, stendete gli spinaci sulla sfoglia lasciando liberi i bordi per circa un centimetro. Posizionate il cotechino sugli spinaci, ma non in mezzo, piuttosto verso un lato, poi, aiutandovi con la carta forno della sfoglia che dovrete aver tenuto sotto, cominciate ad arrotolare la sfoglia intorno al cotechino. Con un pennellino spargete l’uovo sul bordo della sfoglia per farla aderire meglio e chiudete il rotolo.
Con la pasta avanzata formate delle strisce o altri ornamenti con cui decorerete il rotolo. Preriscaldate il forno a 180° e intanto spennellate il rotolo con l’uovo. Infornate per circa 20 – 25 minuti. Controllate che la sfoglia sia dorata e non preoccupatevi della cottura perché sia gli spinaci che il cotechino sono già cotti.
Come avrete notato non ho assolutamente aggiunto sale, perchè è già abbastanza saporito il cotechino.


Cuocete cuocete cuocete

Stefania

giovedì 27 dicembre 2012

Abitino di velluto per Natale


Finalmente un po’ di relax dopo il turbinio delle ultime settimane e la sfacchinata degli ultimi giorni. Oggi finalmente trovo il tempo di rimettere insieme le idee e di risistemare le foto dei progetti che sono andati in porto tra autunno ed inverno e di cui non ho avuto ancora modo di raccontarvi.

Il primo di cui vi voglio parlare è l’abito di Barbabella per il giorno di Natale; un abito un po’ insolito per il più classico dei tessuti festaioli: il velluto rosso.

Mi piacerebbe tralasciare il fatto che sia io che mia mamma abbiamo cucito lo stesso abito, io per Barbabella e la nonna per la cugina Barbottina (ma in blu) ed il risultato è decisamente diverso, ma diverso diverso, proprio là dove ci sono le cuciture! Vabbè, quarant’anni di esperienza di differenza vorranno dire qualche cosa o no?

In ogni caso le bimbe non hanno notato alcuna difformità se non quella più evidente: per l’abito di Barbabella ho dovuto sostituire il bottoncino che chiude lo scollo con un nastrino, perché a Barbabella, come ormai ogni bit di questo blog grida, odia i bottoni.

Il modello l’ho preso da un libro che ho acquistato ad Abilmente e che credo che sia favoloso per la semplicità dei modelli ed il gusto negli abiti proposti, ogni tanto penso che me ne farei qualcuno anche per me. Il libro ha un titolo che lascia ben poco all’immaginazione: “abiti per bambini” ed è di Carole Favero, lo consiglio davvero a chiunque voglia intraprendere l’avventura del cucito usando le proprie figlie come cavie.

Che altro dire? Beh, Barbabella si sente una principessa!


Cucite cucite cucite!

lunedì 24 dicembre 2012

Tutorial tortellini e buon Natale


Vigilia di Natale, a casa della nonna è tempo di fare i tortellini e domani siamo in quattordici, quindi tortellini a go go. Anche questa vigilia abbiamo rispettato la tradizione e abbiamo passato il pomeriggio a produrre tortellini tutti insieme. La nonna tira la pasta, il papà mette il ripieno, la mamma chiude i tortellini e la figlia li allinea come tanti soldatini, quale modo migliore per condividere un po’ di tempo con le persone che si amano?
Come pensiero per questo Natale ho pensato di regalarvi il tutorial dei tortellini e la ricetta della mia nonna che era di San Pietro in Casale (BO) e che si tramanda di generazione in generazione: un vero gioiello di famiglia!

Ingredienti:
per il ripieno:
300 grammi di lonza
300 grammi di petto di pollo
150 grammi di mortadella
150 grammi di prosciutto crudo
2 uova
Noce moscata
Sale
Parmigiano Reggiano

Per la pasta
700 grammi di farina 00
7 uova

Tagliare la carne a pezzetti e scottarla in una padella antiaderente con pochissimo olio. Una volta cotta unirla agli altri ingredienti del ripieno e tritare il tutto.

Mettere il ripieno a riposare in frigo e preparare la sfoglia con le uova e la farina.

Tirare la sfoglia con l’apposita macchina o con il mattarello e ritagliare dei quadretti, posizionare in ogni quadratino una pallina di ripieno e formare i tortellini come si vede nel video.
video

 Se riesco domani vi posto la foto del piatto finito e vi dico quanti ne sono venuti (non abbiamo ancora finito, mi sa che ci accompagneranno fino ala Messa di mezzanotte)

Buon Natale!


giovedì 13 dicembre 2012

Di Santa Lucia e del pane con uvetta e noci senza burro


Il 13 di dicembre è il giorno di Santa Lucia e in alcune province questa Santa porta i doni ai bambini buoni, proprio come a Milano fanno Gesù Bambino e, ultimamente Babbo Natale (ai miei tempi non si faceva mai vivo, toccava fare tutto al Bambinello). Nella frazione di paese in cui abito (un centinaio di famiglie) Santa Lucia arriva in carne ed ossa la sera del 12 dicembre; tutti i bambini salgono in cima alla salita fino al punto in cui si la strada si innesta nella provinciale ad aspettarla al grido di “Santa Lucia vieni!” Ogni bambino ha la sua lanterna ed è accompagnato da un solo genitore, in genere, perché non si sa come, al momento di uscire, c’è sempre qualche cosa che ne trattiene uno, ieri sera il nostro papà doveva fare una telefonata al nonno prima di raggiungerci per esempio. Le macchine che passano andando a Sant’Anna ci salutano suonando il clacson, ogni tanto qualcuno abbassa il finestrino e grida: “l’ho vista! Sta arrivando!” E allora l’eccitazione nei bambini cresce e si sente nelle vocine emozionate che gridano. Poi, da dietro la curva, comincia a spuntare qualche lucetta, si intravvede il Gastaldo, poi l’asino e, alla fine, il carretto con sopra Santa Lucia, tutta vestita di bianco con il velo che le copre la faccia. La tensione tra i bambini è palpabile, perché, diciamolo, la Santa è tanto attesa, ma mette anche un po’ paura; i bambini sono sempre in bilico tra l’attesa di doni e caramelle ed il timore di quella donna misteriosa e velata che non parla mai e poi, qualche nonno lo racconta ancora, chi la vede in volto, diventa cieco, quindi un po’ di paura la incute.

Quando finalmente il carretto raggiunge il gruppetto, i bambini le si fanno intorno e lei distribuisce caramelle; caramelle speciali per quei bambini che, armati di coraggio, le si avvicinano e recitano la poesia di Santa Lucia, imparata a scuola. Un bambino, una classe, una poesia. Ieri sera si sono esibiti in sei, compreso Barbaforte insieme a due sue compagne di asilo, Barbabella si è rifiutata, era davvero terrorizzata. A dire il vero Barbaforte ha cominciato con la poesia non appena il carretto si è infilato nella via, tipo mantra, tutto orgoglioso, e dire che a noi non l’aveva mai detta tutta intera così bene. Com’era orgoglioso.

Finite le poesie il carretto scende nella nostra strada, mentre lei continua a gettare le caramelle, parcheggia il carretto con l’asino e sparisce, accompagnata dal Gastaldo, mentre tutti i bambini si dividono tra la coda per un giro sul carretto e quella per avere delle frittelle. Già perché a questo punto inizia la festa; alcune signore cuociono le frittelle tipo fiera, poi arrivano vin brulè e cioccolata calda direttamente nelle pentole in cui sono stati cotti e su un lungo tavolo vengono disposti bibite e dolci preparati dai residenti.

È una delle poche occasioni in cui ci si trova tra vicini a fare festa ed è un momento apprezzato da tutti. Tornati a casa, poi, se si è stati buoni, si trovano i regali portati da Santa Lucia e qui inizia un’altra festa!

Ecco io per la festa ho preparato un pane con l’uva e noci che mi ha fruttato un sacco di complimenti ed è la ricetta che vi propongo oggi, anche se devo scoprire chi aveva fatto la torta di pere che era fantastica.


Pane con le noci e l’uvetta:

ingredienti:

500 grammi di farina 00

70 grammi di zucchero di canna

50 grammi di olio di semi

200 grammi di uvetta sultanina

Noci sgusciate q.b.

Sale q.b.

220 grammi di acqua

Un cucchiaino di lievito in polvere per pane o un cubetto di lievito di birra

La buccia di un arancio e di un limone biologici non trattati

la foto si riferisce alla versione solo con uvetta

L’uvetta sarebbe da lasciare a mollo per qualche ora nell’acqua o in qualche liquore, ma io una volta mi sono dimenticata e ho trovato che il risultato finale era decisamente migliore.

Impastare la farina con l’acqua, il lievito, lo zucchero e le bucce degli agrumi grattugiate, aggiungere un pochino di sale, impastare ancora e lasciar lievitare in un luogo caldo. Dopo almeno un’ora, meglio se due o tre, inserire nel composto l’uvetta e le noci spezzettate e rimpastare con calma. Sicuramente vi sembreranno troppe, ma poi, con calma, il pane le amalgamerà tutte. Lasciar riposare un’altra ora, quindi fare una pagnotta e disporla sulla teglia coperta di carta forno ed infornare in forno già caldo a 200° per 40 minuti. Ovviamente se deciderete di fare panini piccoli dovrete ridurre il tempo di cottura.


Con il Bimby

Gli ingredienti sono identici, ma si procede così: mettete lo zucchero e la buccia degli agrumi nel boccale e tritate per 10 secondi vel. 8. Fate scendere il trito così ottenuto nel boccale aiutandovi con la spatola e inserite la farina, l’olio, il lievito e l’acqua, impastate con il tasto spiga per una decina di secondi. Aggiungete il sale ed impastate con il tasto spiga per due minuti. Togliete e fate riposare in luogo caldo per almeno un’ora o anche di più, poi rimettete nel boccale ed impastate di nuovo con il pulsante spiga inserendo dal foro l’uvetta e le noci poco a poco quando la macchina si ferma per cambiare giro. Se però le noci vi piacciono proprio intere vi toccherà inserirle impastando a mano, perché con il Bimby le troverete ancora belle grossette, ma difficilmente intere.


A presto!

martedì 4 dicembre 2012

La ciambella di pasta al forno e formaggi avanzati e la piscina


Il sabato mattina a casa nostra è un momento particolare perché io sono al lavoro fino all’ora di pranzo e mio marito rimane da solo con i bambini. Fino all’anno scorso stilavo una lista di incombenze da assolvere (tanto per rendergli interessanti quelle noiosissime ore senza di me), ma quest’anno gliel’ho combinata grossa: corso di nuoto per i barbafigli.
Diciamocelo, per noi mamme il corso di nuoto dei bambini non è un momento coì stressante, o almeno non lo è più di altri nel corso della giornata, ma per un papà…Insomma quanti papà conoscete che si imbarcano in un’avventura del genere!
Devo dire che a questo giro Barbapapà mi ha davvero stupito.
1)      È andato da solo un sabato mattina a iscriverli.
2)      Comincia il venerdì sera preparando la borsa per i due, ha avuto solo un po’ bisogno di aiuto la prima volta per scegliere costumi borse eccetera, ma poi non mi ha più chiesto nulla.
3)      Sparecchia e ripone le tazza in lavastoviglie e i biscotti al proprio posto
4)      Li prepara da solo la mattina (ma questo non è tanto strano per lui visto che fino all’anno scorso lo faceva ogni giorno perché io uscivo alle 6.30)
5)      Documenta la lezione con reportage fotografico accurato (ai bambini e non alla maestra in costume!)
6)      Al ritorno a casa svuota la borsa e divide le cose da lavare da quelle da asciugare
7)      Prepara il pranzo per tutti.
Insomma, esco lasciandoli in pigiama davanti alle tazze della colazione e torno che sono a tavola che si apprestano a pranzare. Non è fantastico?
E non è che il pranzo sia costituito da un toast liscio; ecco cosa ci ha preparato qualche settimana fa (e fotografato pure, sia per il mio blog, sia perché è un po’ orgoglioso di quello che fa).
Bisognerebbe girarla per vedere la crosticina!
CIAMBELLA DI PASTA AL FORNO AI FORMAGGI AVANZATI
E va bene, la preparazione è semplice, ma l’idea è fantastica ed i bambini saltavano sulle sedie quando l’hanno vista.
Ingredienti:
besciamella (fatta con 1 litro di latte per 400 gr di pasta)
formaggio (quello che avete in frigo)
pasta corta
formaggio grana
burro
La besciamella lui l’ha fatta con il Bimby, se no si può fare anche senza o comprare, non mi dilungo nella spiegazione perché credo che ognuno abbia la sua ricetta; io per esempio la faccio a occhio in cinque minuti.
Cuocere la pasta per qualche minuto in meno rispetto ai tempi di cottura indicati sulla confezione, preparare la besciamella e una volta che è pronta aggiungere i pezzi di formaggio avanzato, se si riesce è meglio tenere il fuoco bassissimo o anche spento, dovrebbe sciogliersi lo stesso. Una volta sciolto il formaggio condite la pasta scolata con la besciamella facendo in modo che risulti ben distribuita. Lasciatene un po’ da parte.
Imburrate una teglia per ciambella, preriscaldate il forno a 180°, distribuite la pasta nella teglia, schiacciatela bene e copritela con la besciamella avanzata. Spolverate di grana e distribuite qualche ciuffo di burro.
Lasciate cuocere in forno per 15 minuti e poi per 5 minuti al grill.
A differenza di quanto ha fatto mio marito, non giratela, ma tenete la crosticina dalla parte superiore!

A presto!

martedì 27 novembre 2012

Un posto incantato e una sciarpa


Io e mio marito ci siamo conosciuti in un posto da favola, dove in inverno la neve si presenta puntuale ad ottobre e vi si ferma fino alla fine di marzo, in un posto dove il passeggiare nel freddo delle serate dicembrine può essere riscaldato da una tazza fumante di succo di mele e cannella, dove ci si può perdere in un bosco di abeti con ai piedi un paio di ciaspole e dimenticarsi qualunque suono umano, dove ci si può rifugiare in una sala da tè mentre fuori ci sono quindici gradi sotto lo zero ed essere accolti nel tepore di una stube che coccola gli avventori. In questo posto le persone sono ruvide, molto ruvide, ruvide come il loro modo di parlare, ma se riesci a sbirciare nelle loro case puoi trovare tanti piccoli angoli delicati, tante tenerezze appese o appoggiate, tanti oggettini che dicono di un amore per la propria famiglia, la propria casa e la propria terra, con un gusto che noi “del sud” possiamo solo invidiare.
Io e mio marito ci siamo conosciuti in Val Pusteria e di quel posto siamo perennemente innamorati. Vi ho descritto le sensazioni legate all’inverno in quei posti, perché quello è il periodo in cui l’abbiamo frequentata maggiormente, ma anche in estate dice la sua e ti prende con i suoi profumi, i suoi panorami ed i suoi piatti.
Il lavoro che vi presento oggi è strettamente legato alla Val Pusteria ed in particolare a Brunico, perché è stato realizzato con delle lane molto particolari acquistate proprio a Brunico presso un lanificio più che centenario che compie l’intero ciclo della lana fino alla produzione dei famosissimo loden. Si tratta del lanificio Moessmer  di Brunico (che credo abbia un negozio anche a Bolzano). Le sue lane sono calde e ruvide come la gente di queste valli, hanno dei colori particolari che difficilmente ho trovato in altri posti. Io adoro la ricerca di filati e di tessuti particolari e questo è uno dei miei posti preferiti.
Questa sciarpa, che in realtà è tanto grande da poter essere utilizzata come stola, è semplicemente realizzata congiungendo tanti cerchietti all’uncinetto con delle catenelle intrecciate, ma è l’accostamento dei colori che già in negozio mi aveva affascinato. Questa sciarpa dice: “autunno, camino, castagne, pantofole calde e coccole”.
Io la uso tantissimo a scuola, chi non ha un ricordo della maestra che faceva lezione con il cappotto sulle spalle? Bene nelle scuole in cui ho insegnato io in inverno ho sempre trovato un clima tropicale, tanto che spesso i ragazzi sono costretti a spegnere i termosifoni ed aprire le finestre con degli sprechi energetici da paura, nella scuola dove sono finalmente approdata quest’anno si è verificata un’inversione termica anomala per la scuola statale italiana: in inverno fa freddo! Quindi via con la sciarpa sulle spalle ed i complimenti delle colleghe!
A proposito, se decidete di andare a Brunico a comprare lane e tessuti, non perdetevi un buon rifugio da HuberAlm, il rifugio di Anterselva, imperdibile!
A presto

mercoledì 14 novembre 2012

Mercatino di Natale dell'asilo


Devo dire che questa gestione più rilassata del blog, mi piace di più. Ero arrivata al punto di dover “fare” (cucire, lavorare a maglia, cucinare) per pubblicare i miei post bisettimanali e la cosa stava diventando parecchio pesante, poi non ce l’ho più fatta e allora mi sembrava di tradire la strada che avevo intrapreso; infine ho capito che dovevo tornare all’origine: il blog era nato per raccontare le cose che mi piaceva fare, che fossero ricette, abitini, lavoretti, lavori maglia e tutto quello che la mia fantasia man mano mi suggeriva, col tempo (poco a dire il vero) ho cominciato a sentirmi obbligata a fare qualche cosa per poter occupare quello spazio nel web e a cercare di partecipare alle varie iniziative per farmi conoscere. Oggettivamente la cosa mi stava sfuggendo di mano e cominciava a piacermi meno, così ecco la svolta: ho deciso di non aggiornare più regolarmente e frequentemente la casa della mamma, ma di tornare a raccontare ogni volta che avrò qualcosa da dire. Mi dispiace se in questo modo deluderò qualcuno, ma credo che i miei lavori potranno aumentare di qualità e anche le mie pagine potranno essere più interessanti. Insomma, chi mi ama mi segua … con tanta pazienza.

Ma veniamo al post natalizio di oggi:

il mercatino di Natale dell’asilo

Come ogni anno (ma per me è il primo) l’asilo organizza un mercatino di oggettini natalizi e non fatti dalle mamme, o più facilmente dalle nonne, per raccogliere fondi che sono sempre più necessari per la normale gestione delle attività. Così ho preso la palla al balzo ed è un mesetto che produco. Ecco che cosa ho fatto:
Presine natalizie!


Ghirlande per le porte

Tovagliette all'americana, versione natalizia e non




Astucci per il trucco (o per quello che volete)




Oggi pomeriggio le ho portate alle sante mamme che si occupano dell'organizzazione del mercatino e sono stata subissata di richieste per altre cose. vedremo che cosa riuscirò a fare.

a presto!

lunedì 5 novembre 2012

Gilet a maglia per la scuola

Si sa, quando si mandano i bambini a scuola non si sa mai come vestirli. Il golfino tiene caldo, senza golfino hanno freddo, con la felpa scendono le maniche oppure sono troppo strette da rimboccare quando si fanno i lavoretti. E allora?
E allora GILET!
Da quando i miei bambini vanno a scuola (Barbabella nido a 10 mesi, Barbaforte nido a 7 mesi) il gilet è il capo invernale per eccellenza. Tiene caldi, ma non è soffocante, sta bene sia sotto che sopra il grembiule, se lo usano, ed è veloce da realizzare.
Quelli che vi presento oggi sono una coppia di gilet ricavati da degli avanzi di lana di altri golfini, per questo c'è questo arcobaleno di colori. La lana che ho usato è di quella che non si restringe anche se la si lava a 40°, che dire di più? L'ideale per l'asilo!
Lo so che non dovrei avere preferenze, però quello di Barbaforte mi fa impazzire! E sono particolarmente contenta di averlo fatto, perchè in genere gli abiti che produco sono quasi tutti per Barbabella e mi sembrava profondamente ingiusto, quindi ci ho messo tutto l'impegno perchè venisse qualche cosa di speciale.

Ho lavorato davanti e dietro a grana di riso con un piccolo bordo all'inizio realizzato a coste (2 punti dritti e due punti rovescio) 


Ho realizzato lo scollo asimettrico esattamente come si fa normalmente, ma anzichè dividere a metà ho diviso a circa due terzi ed un terzo
Ho lavorato contemporaneamente il davanti ed il dietro perchè lavorando con avanzi non ero sicura di quanto lavoro sarei riuscita a realizzare con la lana che avevo a disposizione. 



Queelo di Barbabella non è propriamente un gilet, ma un maglioncino con le maniche corte aperto davanti con la cerniera. Devo dirla tutta: qui c'è lo zampino della nonna che ha una mano decisamente più ferma della mia ed ottiene delle maglie rasate fantastiche.


Il lavoro è realizzato completamente a maglia rasata.

 Volete sapere come fare per le misure? Io uso raramente dei modelli, in genere prendo un golf dei bimbi, lo misuro, poi eseguo un campione di una ventina di punti, faccio le relative proporzioni e calcolo quanti punti mettere. Per la lunghezza lo misuro man mano lo eseguo. Lo so, è un po' empirico, ma ho sempre fatto così e a seguire le istruzioni mi spazientisco.

A presto!

mercoledì 24 ottobre 2012

Tovagliette all'americana

Novembre è ormai alle porte, chi come me si autoproduce i regali di Natale deve ormai aver deciso ed essersi già messa all'opera, ma nel caso qualcuna cerchi ancora qualche idea facile ed originale (come me per esempio), ecco qui delle tovagliette all'americana davvero trendy.
Io le ho fatte come regalo di compleanno per mia cognata (già passato ovviamente se no addio sorpresa) e ho scelto dei tessuti dell'IKEA con motivi sul bianco e nero; la sua cucina, aperta sul soggiorno è rossa, ma tavolo sedie e divano giocano tutto su quei toni. Ovviamente scegliendo un altro tipo di fantasia si può ottenere un effetto più romantico o più divertente, per esempio ne ho fatte altre con gli avanzi del tessuto usato per questo grembiule da pittura di Barbabella. Credo che anche la tinta unita, se si scelgono tessuti particolari (ho in mente dei lini giapponesi) può avere il suo fascino.
Sembrano tante, ma in realtà sono solo quattro double face.
Quello che vi serve sono quattro fantasie di tessuto sulle tonalità che preferite, secondo me la cosa migliore è avere due fantasie stesso disegno e colori diversi e due tinta unita sugli stessi toni delle fantasie.
Per ogni tessuto vi servono due rettangoli grandi tanto quanto la tovaglietta che volete ottenere, due rettangoli alti quanto la tovalietta e larghi circa 10 - 12 cm, altri due rettangoli larghi un centimetro in più dei precedenti e alti circa un terzo e infine quattro rettangoli della dimensione dei tovaglioli (come vi piacciono) più mezzo cm per lato.
Come fate a conoscere le dimensioni dei rettangoli principali e quindi delle tovagliette? Io ho utilizzato delle tovagliette che avevo già e ho aggiunto un centimetro per lato, se non le si possiede si può utilizzare una tovaglia piegata per avere un'idea dell'ingombro sulla tavola e soprattutto per capire se, una volta disposte tutte e quattro, si sovrappongono.
Una volta tagliati tutti i rettangoli necessari cominciate a cucire la tasca sulla fascia ricordandovi sempre di fare uno zig zag per evitare che si sfilacci.
Realizzate un bordino doppio nella parte superiore e, disponendo diritto contro diritto come in foto, cucite la parte inferiore come una patella.
Se avete una vostra etichetta da aggiungere questo è il momento giusto; io le ho messe sotto la tasca, appena sotto l'apertura.
A questo punto ripiegate internamente i bordi laterali del rettangolo lungo insieme ai bordi laterali della tasca e cucite tutti e quattro i lati. Potete scegliere se usare un filo in contrasto oppure no.
Fate la stessa cosa con tutti gli otto pezzi di ogni tipo che avevate tagliato e poi accoppiateli due a due. Io li ho accoppiati in modo che il motivo della tasca fosse lo stesso della tovaglietta sul retro.
Mettete i due rettangoli diritto contro diritto e cucite lungo i quattro lati lasciando aperta una fessura di una decina di centimetri, per poterlo rivoltare. Adesso rivoltate.
Cucite a mano con un punto nascosto il bordino lasciato aperto.
Adesso è la volta dei tovaglioli. Fate uno zig zag lungo i quattro bordi, ripiegare e fare l'orlo. FINE
Ricordatevi sempre di stirare bene dopo ogni passaggio.
A presto!

venerdì 19 ottobre 2012

Sotto sotto...il pesce


Ottobre per me è uno dei mesi più impegnativi; ci sono le prime verifiche a scuola, da preparare e da correggere, c’è il compleanno di Barbabella da organizzare, per chi autoproduce i regali come me Natale è praticamente alle porte e infine ci sono tutti i propositi di fine estate da mantenere. Le giornate diventano sempre più corte e io non faccio che chiedermi  come cavolo facevo l’anno scorso a fare tutto.

Mentre sono qui che penso dove ritagliarmi il tempo per realizzare la torta con le rose che Barbabella vuole per il suo compleanno la mente torna al mio povero blog tanto trascurato, ma c’è anche la cena da impostare. E allora ecco una ricettina “a sentimento” facile, rapida e poco impegnativa, che si può preparare nel pomeriggio e lasciare in forno fino alla sera. credo di averla scopiazzata dalla Parodi, ma ne passano talmente tanti in televisione che non ricorda dove l'ho vista esattamente.

Vi servono:
un paio di zucchine
un paio di patate medie
filetti di pesce (meglio se senza spine e senza pelle), quello che vi piace, io platessa
spezie (io ho usato lo zenzero)
aglio, olio, sale
pan grattato.

Mettete sulla teglia la carta forno, spargete un filo di olio e disponete i filetti di pesce ricoprendo tutto il fondo. Coprite con fettine di zucchina e fettine sottili di patate. Io ho fatto anche delle striscioline di zucchine e le ho sparpagliate sopra. Distribuite le spezie, l’aglio (io liofilizzato che è più digeribile) ed il sale. Distribuite il pan grattato a pioggia ed infornate a 180° per 25 minuti circa (a seconda dello spessore dei filetti.


A presto!

sabato 13 ottobre 2012

Grembiule per la pittura 2 e una richiesta.

Iniziamo dalle richieste:
La nostra scuola materna (non insorgete lo so che si chiama dell'infanzia, ma sono una tradizionalista) organizzerà per Natale un mercatino per raccogliere un po' di fondi, quindi le mamme sono all'opera con tutto quello che sanno fare (rigorosamente homemade). Non temete, non vi chiedo di mandarmi cose da vendere, chiedo solo di segnalarmi qualche idea facile e soprattutto veloce da realizzare con il cucito o al limite all'uncinetto, meglio se a tema natalizio, che possa essere comprata con pochi eurini ad un mercatino asilesco. Per adesso ho già fatto qualche astuccio e un paio di coroncine da porta natalizie, ma mi stufo a fare di continuo lo stesso oggetto.
Aspetto segnalazioni, grazie!
Veniamo adesso al nostro grembiulino
Diversamente dalla maestra di Barbabella, quella di Barbaforte non richiede che i bambini abbiano un grembiule per la pittura (vi ricordate questo qui?), ovviamente, vedendo che facevo il grembiule per la sorella, ne ha voluto uno da maschio. Rigorosamente da maschio: specificato.
Abbiamo utilizzato anche in questo caso un tessuto IKEA, il procedimento è, se possibile, ancora pù semplice del precedente.
Tagliate due sagome di tessuto della dimensione necessaria, usate una maglietta per avere un'idea della misura e poi state più larghe.
Il retro dovrà essere più grande del davanti, circa un centimetro per lato, la lunghezza, invece, dovrà essere identica.
Servendovi sempre di una maglietta per le misure, tagliate lo scollo sia davanti che dietro.
Unite il davanti al dietro tramite le spalline, ricordatevi sempre di rifinire i bordi che rimarranno in vista, anche se solo al rovescio, con uno zig zag che ne impedirà lo sfilacciamento.
Tagliate delle strisce con le quali rifinirete gli scalfi delle maniche e lo scollo. prima cucitele al diritto mettendo diritto contro diritto come in figura, poi rivoltatele sul rovescio due volte e cucite ancora.
A questo punto fate il bordo in fondo e sui fianchi che rimarranno aperti e tagliate due strisce per fare la cintura e altre due striscette piccole per fare i passanti. Cucitele al rovescio, poi rivoltatele ed attaccatele al grembiule.
All'inizio di ogni lato della cintura cucite una lunga striscia di velcro, in questo modo potrete regolare meglio la lunghezza della cintura.

E il grembiulino è fatto!


A presto!
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