martedì 31 luglio 2012

Il valzer delle pastine



Per oggi ho, anzi abbiamo visto che ho avuto molti collaboratori, preparato un piccolo gioco. Piccolo perché senza pretese, ma ha richiesto un bel po’ di tempo.

Abbiate pazienza perché è il primo che facciamo e non siamo professionisti, quindi ogni tanto spuntano mani dove non dovrebbero e il movimento dei “personaggi non è proprio a ritmo”, però noi ci siamo divertiti tantissimo a farlo. Fatelo vedere ai bambini, i nostri oltre a collaborare chiedono ogni giorno di vederlo perché lo trovano divertentissimo.


Lo trovate qui perchè non riesco a caricarlo

Ah! Se poi volete la ricetta più normale la trovate qui, li avevo già preparati in occasione del compleanno di Barbaforte.

A presto!

lunedì 30 luglio 2012

Presentami un blog straniero - Caccia al tesoro


Stamattina, quando ho letto il post della nuova tappa della caccia al tesoro di mammafelice, gongolavo:



Tra i miei preferiti ne ho un sacco di blog stranieri che visito regolarmente e sono tutti bellissimi; nonostante l’ampia scelta comunque non ho avuto dubbi su quale scegliere: Il primo!

Forse non è esattamente il primo che ho incontrato, ma è quello che mi ha dato l’ispirazione, e continua a darmela, per imparare a cucire.

È il blog di una ragazza americana, sposata con un medico (specializzando mi sembra di aver capito) e madre di tre splendidi bambini; il suo nome è Ashley ed ha un sacco di fantastiche idee per sé, la sua (sempre in cambiamento) casa e i suoi figli.

Per me comprendere pienamente l’americano con cui scrive è un po’ difficile, ma i suoi tutorial sono pieni di immagini molto chiare e sono quindi facili da seguire. visitando questo blog, oltre ad imparare un sacco di cose (ci sono anche tutorial di singoli elementi da cucire, tipo ABC), si ha l’impressione di entrare nella classica famiglia americana. Ed infine Ashley mi piace per la sua generosità: è una delle poche, infatti, che pubblica tutti i suoi tutorial senza rimandarvi ad Etsy per ogni piccolo modello.

Veniamo al dunque.

Il blog si intitola Make it and Love it 

E lo trovate con lo stesso nome anche su facebook.

Il perché vale la pena seguirlo mi sembra di averlo pienamente espresso nelle righe precedenti, aggiungo solo che è una vera regina del riciclo.

Il post che segnalo è questo: ShaggyHeart Valentine’s Dress with Heart Knee-Pad leggings (made from recycledTshirts)  Ditemi se non è deliziosa questa maglietta e se non sembra una cavolata realizzarla!



A presto!

venerdì 27 luglio 2012

Panini al latte e succo alla pesca




Una merenda nel prato.

Probabilmente vi sarete accorte che le ultime ricette postate tendono al semplice, questo è dovuto alla necessità di cucinare per tanti bambini. Questo significa semplificare le cose sia dal punto di vista delle preparazioni sia da quello dei sapori.

Quindi per la merenda di oggi abbiamo optato per un sano panino alla marmellata con succo fatto in casa.

La ricetta è tratta dal libro del Bimby: Dal forno alla tavola

Ingredienti per i panini

200 g di latte intero

due cucchiaini di lievito per pane (io uso quello madre in polvere che acquisto al Natura sì. La ricetta originale vuole due cubetti di lievito di birra)

50 g di zucchero

250 g di farina 00

250 g di farina Manitoba

100 g di burro morbido

una presa di sale

Sciogliere il lievito e lo zucchero nel latte e poi impastare con le farine e gli altri ingredienti. Come per tutto il pane, impastare a lungo e con forza.

Mettere in una ciotola coperto e lasciare lievitare (almeno un'ora ma anche di più). In genere lo metto nel forno acceso a 30 gradi, poi lo spengo e lo lascio lì, me evidentemente con le temperature di questi giorni era superfluo.

Dopo questa prima lievitazione impastare un po' con la farina e formare i panini, disporli sulla placca da forno e lasciarli lievitare coperti ancora 40 minuti.

Cuocere in forno caldo a 200° per 10 minuti e poi a 180° per altri 10 minuti.

La ricetta del succo alla pesca è tratta dal libro base del Bimby (succo alla mela)

Ingredienti per il succo alla pesca

700 g di acqua

85 g di zucchero di canna

60 g di succo di limone

300 g di pesche con la buccia ben lavata



Portare ad ebollizione l’acqua con lo zucchero, togliere dal fuoco e aggiungere le pesche tagliate a pezzetti ed il succo di limone, frullare il tutto con il mixer. Se necessario filtrare il succo ottenuto.

Per la conservazione mettere il succo nelle bottiglie ben lavate ed asciugate, inserirle in una pentola capiente coprendole completamente (tappo compreso) d’acqua. Far bollire per quindici minuti, lasciar raffreddare un po’, poi estrarle e metterle a testa in giù per un quarto d’ore.

Con questo sistema il succo resiste anche per un mese, se non fate questo procedimento mettetelo in frigo e consumatelo in giornata.

Noi ci siamo prese dei succhi in bottiglietta di plastica, li abbiamo somministrati ai pargoli e adesso usiamo le bottigliette per portare il nostro succo in spiaggia per la merenda.



A presto!


mercoledì 25 luglio 2012

C'erano un'italiana, una tedesca e una francese...







Quelle che come me vanno in vacanza sui laghi del nord Italia sono abituate a confrontarsi con i turisti provenienti dal nord Europa ed in particolare dalla Germania.

Quando eravamo ragazzine passavamo le mattinate a decidere cosa indossare il pomeriggio in spiaggia per fare colpo sui ragazzi della “compagnia”, come pettinarci, come profumarci, insomma come cercare di essere più attraenti; immancabilmente loro, i ragazzi, non avevano occhio che per l’ultima tedeschina arrivata, rigorosamente bionda, slanciata e snella. La tedeschina in compenso non se li filava, le tedesche in generale non se li filavano e passavano il tempo tra sci d’acqua, wind surf, e canoa mentre quelli si esibivano in tuffi dal pontile tanto inenarrabili quanto pericolosi. Tra una spanciata e l’altra finiva il mese di luglio e ad agosto le scuole in Germania riaprono, quindi via le tedeschine: tuffi e sforbiciate tornavano ad essere per noi, anche se more, basse e cicciottelle.

Qualche anno dopo cominciammo anche noi a guardare la concorrenza (con l’età avevamo capito che il nemico, per sconfiggerlo, bisogna conoscerlo) e fu allora che scoprimmo che in realtà le avvenenti signorine teutoniche di difetti ne avevano, eccome.

Innanzitutto non si depilavano, per niente; certo avevamo il vantaggio del pelo biondo, però insomma, a guardarle da vicino facevano un po’ impressione.

In secondo luogo avevano un pessimo gusto nel vestire, non è una novità, ma per noi diciottenni non era poi così scontato.

Terzo si cibavano con piatti improbabili come spaghetti con la marmellata o poc corn sale e zucchero.

Certo loro partivano con un indiscutibile vantaggio, ma a colpi di sedute dall’estetista, parrucchiere e abiti di un certo gusto ci siamo ad un certo punto illuse di averle, se non superate, almeno affiancate. Forse parte del successo era dovuto al fatto che i maschi si erano resi conto che quattro tuffi non erano più sufficienti per far colpo, che un minimo di conversazione era indispensabile e che l’unico di loro che poteva esibire un inglese da soggiorno studio a Dublino non era esattamente il più avvenente (e comunque scomodo da portarsi dietro come traduttore).

Con un salto temporale degno di doc Brown (gli anni saltati sono quelli delle vacanze con gli amici e in giro per il mondo, quando si passava dal lago giusto per salutare la mamma un paio di week end) ci siamo ritrovate, noi e le tedesche, mamme in spiaggia. E qui scattano i confronti, di nuovo.

Noi un paio di figli a testa, loro dai tre in su;

I nostri abbronzati con il segno dei braccioli, i loro senza braccioli ma bianchi come cenci per via delle manate di crema solare non assorbita.

Noi che litighiamo perché i pargoli attendano le rigorose tre ore dopo il pasto per fare il bagno; loro che li nutrono a merendine e patatine fritte e poi li scaraventano subito nell’acqua gelida del lago, dove non toccano, senza braccioli o salvagente.

Noi che urliamo ordini ai quattro venti e facciamo i turni per controllare che i bambini giochino in riva con la testa all’ombra, il corpo al sole, i piedi a bagno, ma con l’acqua che non superi il livello delle caviglie; loro a cui basta uno sguardo perché i figli, piantati nella sabbia come cactus nel deserto, obbediscano senza discussioni.

Noi che arriviamo in spiaggia cariche come degli sherpa tra asciugamani, cambi e ricambi, merende e succhi, giochi, braccioli e tavolette; loro che se la cavano con uno zainetto a testa, figli piccoli compresi.

E si potrebbe continuare all’infinito. Devo dire che prima di avere i figli, quando mettevo a confronto le mamme italiane e quelle tedesche, pensavo che sarei diventata come queste ultime (peli a parte), ma adesso è tutta un’altra storia, faccio la sherpa, urlo ordini e metto i braccioli (in piscina si mettono all’entrata e si tolgono all’uscita, del centro balneare, non della vasca).

Quest’anno, al lago, è arrivato un elemento nuovo che rischia di sbilanciare gli equilibri sviluppati in tanti anni di convivenza; quest’anno, forse complice la crisi in Europa, al lago è comparsa una nuova specie: la mamma francese.

Madre prolifica, anche più della tedesca, figli educati e silenziosi (non come i teutonici che non capiscono che non possono tuffarsi a bomba di fianco ad un bimbo di tre anni che impara a nuotare), figlie efebiche con abitini deliziosi e, ho controllato, curata e depilata; insomma sembrerebbe sfiorare la perfezione. Forse serviranno altri venticinque anni per trovare qualche difetto alla francese, e magari noi e le tedesche ci alleeremo in questo.

p.s. se trovate qualche “svarione” in queste righe è perché ho scritto il tutto con Barbaforte sotto il tavolo che cantava giocando con Mister Potato, ho provato a guardarlo intensamente come la tedesca, ma ogni volta invece di tacere mi passava un braccio o un orecchio da attaccare; mi sa che devo esercitarmi ancora un po’ con quello sguardo, nel frattempo vado ad attaccare i piedi a Mister Potato.

A presto!

domenica 22 luglio 2012

Camicia da notte per bambina bis


Questa settimana ho ripreso in mano il mio libro di riferimento per gli abiti dei bambini, la mia bibbia del cucito: “Come realizzare abiti perbambini” di Emma Hardy. Da questo libro ho ripreso in mano il modello della camicia da notte che avevo già confezionato a Barbabella e ne ho fatta, a grande richiesta, un’altra per la cugina Barbottina.



Forse vi sembrerà di riconoscere il fiocco, in effetti Barbabella mi ha chiesto quasi subito di eliminare il fiocco dalla sua camicia, così l’ho riciclato in quella di Barbottina.


Devo dire che è un modello davvero semplice da seguire e veloce da realizzare, io ho impiegato un pomeriggio, immagino che per chi è più esperto di me siano sufficienti un paio d’ore.


Ora non mi dilungo in chiacchiere perché i pargoli premono per scendere in spiaggia, quindi a presto!

giovedì 19 luglio 2012

Frittatine di riso giallo monoporzione

Quando si è in casa in tanti (in vacanza variamo dai nove ai quattordici nei week end) e quando la maggior parte sono bambini (minimo sei), mettere insieme gli ingredienti per pranzo e cena è sempre difficile. La difficoltà è dovuta soprattutto alle diverse abitudini che hanno i bambini, o meglio le famiglie, per quanto riguarda il cibo. Se il fatto che si mangi a tavola, che non ci si alzi prima che tutti abbiano finito e che durante i pasti la televisione deve rimanere spenta è assodato e condiviso tra noi sorelle (e mamme dei fantastici sette) ci sono altri aspetti più variabili.
I miei figli per esempio non mangiano tutto (Barbaforte non ama le verdure a meno che non siano sotto forma di passata, Barbabella non ama la passata di verdure), però non sono abituati ad avere alternative, si mangia ciò che la mamma serve nel piatto e se non piace non si mangia altro. Vuoi il gelato? Vuoi la banana? Finisci quello che c’è nel piatto. Ovviamente non faccio loro porzioni enormi, a Barbabella per esempio di passata di verdure ne do mezzo mestolo.  In effetti forse sono un po’ nazi, ma così si sono abituati e Barbaforte due o tre pezzetti di pomodoro se li mangia ogni tanto.

La scuola di pensiero delle Barbazie è diversa, una non cucina cose che sa già che loro non mangeranno per non sprecare cibo e anche questo è un punto di vista condivisibile soprattutto perché non sono estremamente selettivi (e soprattutto perchè si accolla l'onere della scelta dei pasti e della cucina). L’altra Barbazia viene solo nel week end quindi si può dire che il suo punto di vista non abbia molta voce in capitolo, ma suo figlio che invece è in vacanza con noi tutta la settimana ha il limite invalicabile del riso sotto ogni forma (che non mangia) e del primo a tutti i costi.
Si capisce quindi che mettere d’accordo tutti diventa complesso. Io mi astengo dalle scelte e mi adeguo e con me i miei figli, mi limito a fare la spesa per tutti con lista rigida. L’unica cosa che ho ottenuto quest’anno è l’eliminazione totale delle merendine e l’introduzione del Bimby per succhi di frutta fresca, pane e merende (in così tanti commensali il suo uso in cucina è limitato).
Comunque, veniamo alla semplicissima ricetta di oggi:
era avanzato il riso giallo, come lo chiamiamo noi, o risotto alla milanese. Era di quello buono, fatto con tutti i sacri crismi: brodo di pollo, crosta di parmigiano, mantecato con il burro. Ma faceva caldo e non ne avevano mangiato molto, il cugino Barbabarba, ovviamente, nemmeno toccato.
Dopo un relativamente lungo consulto tra Barbasorelle ce lo siamo reinventato così:


Frittatine di riso giallo monoporzione
Ingredienti: Risotto alla milanese avanzato, uova, farina, latte, erbette aromatiche (a piacere), pezzetti di prosciutto cotto (a piacere).
Non posso essere precisa con le dosi perché dipende dalla quantità di riso avanzata. Noi per una dozzina di frittatine abbiamo usato due uova un paio di cucchiai di farina e mezzo bicchiere di latte.
Mettere tutti gli ingredienti in una ciotola e mescolare bene per amalgamarli, intanto scaldare una padella capiente, antiaderente unta con olio. Con un cucchiaio mettere una dose di composto nella pentola e schiacciare per appiattire. Quando sarà possibile girarla senza distruggerla fatelo e lasciate che si dori anche dall’altra parte.
Sono state un successone ed è bastato omettere che erano fatte con il riso per farne mangiare tre anche a Barbabarba che ne era entusiasta.



A presto!

martedì 17 luglio 2012

Un tanto al chilo

Essendo in vacanza con sei bambini al di sotto dei sette anni le piccole perle di Parola di bimbo si sprecano.

Eccone una per questo martedì:

Il cugino Barbabravo sale sulla bilancia del bagno (per altro non funzionante e questo la dice lunga sull'uso delle bilance nella mia famiglia), chiama sua mamma e le chiede indicando la bilancia: "Mamma quanto costo?"

A presto!

lunedì 16 luglio 2012

Caccia al tesoro: Terza tappa


Terza tappa della caccia al tesoro di mammafelice.
Questa settimana il compito è: Presentami un blog di fotografia.
E qui non ho veramente dubbi: Giuli&Giordi photography
Ho scoperto questa coppia di fotografi da pochissimo tempo e mi sono subito appassionata al loro lavoro. Mi piace tantissimo il loro stile e quello che fanno, le location che usano, lo stile delle presentazioni e ovviamente le fotografie.
Ovviamente, come la maggior parte dei fotografi, la maggior parte del loro lavoro è legato al mondo dei matrimoni, ma anche in questo caso emergono originalità, fantasia ed ironia. E, se posso dirlo, secondo me si divertono anche un mondo.
Passiamo alla scheda di presentazione:
Come si chiama il blog: Giuli&Giordi photographi
Perché vale la pena leggerlo: Per sognare, sembra veramente di entrare in un mondo di sogni, è romantico, ironico, divertente e commovente e tutto reso magnificamente praticamente solo da foto e filmati.
Qual è il tuo post preferito: Federica e Gaingiacomo (guardatevi il filmato). Tra l’altro Federica è la “mamma” del blog sweet s a candy che è stato il tramite per conoscere il blog di Giuli e Giordi.
Come fare per seguirlo:
Spero che vi piaccia quanto a me

a presto!

sabato 14 luglio 2012

Bathrobe poncho - Poncho accappatoio


Quando mi sono laureata mio papà mi ha regalato la macchina fotografica ed è stato un colpo di fulmine. Mi sono sentita come se fino a quel giorno mi fosse mancata una qualche parte anatomica necessaria al mio completamento, come se mi avessero finalmente regalato il terzo occhio che mi mancava o qualche cosa di simile. Finalmente potevo esprimere qualche cosa che fino a quel momento sentivo dentro e non avevo idea di come fare per tirarlo fuori.
Ho voluto raccontare questo aneddoto perché da quando ho acquistato la mia prima macchina da cucire un paio di mesi fa ho provato esattamente la stessa sensazione; invece di terzo occhio si può parlare forse di terzo braccio, ma il concetto è lo stesso. Tanta parte della mia creatività può finalmente prendere forma; posso immaginare e creare molto di più di prima, con i dovuti limiti, si intende, dovuti all’autoformazione.

Ed il fatto che in questo momento sia in vacanza contribuisce maggiormente al mio libero sfogo.
Oggi vi presento la creazione dell’ultima settimana. Si tratta di un Poncho accappatoio per Barbabella, la mia bambina, ovviamente rosa visto che questo colore è il filtro con cui lei guarda il mondo.


Ve lo presento solo con qualche foto, perché ho creato un tutorial che è disponibile in pdf per chiunque me ne faccia richiesta via mail. La mia non vuole essere una forma di controllo della distribuzione, è solo che non sono capace di renderlo disponibile sul blog in altro modo e siccome è un po’ lunghetto (perché molto dettagliato, ma è semplicissimo) non voglio inserirlo nel post.



Un’ultima cosa: la modella nelle foto è la cugina Barbottina perché Barbabella vuole essere pagata a caramelle per ogni foto che le faccio per il blog! Ma si può?

Free tutorial  and pattern pdf




Scarica il tutorial del Bathrobe Poncho
Versione italiana
English Version


a presto!
Anche se il tutorial è da richiedere, visto che sono molto orgogliosa della mia opera, partecipo a:




giovedì 12 luglio 2012

Merenda di compleanno


Ecco la seconda puntata della festa di compleanno per i tre anni di Barbaforte.

La scorsa volta vi avevo raccontato solo della torta di Handy Manny perché era il mio orgoglio, anche se devo ammettere che il resto della merenda era decisamente più gustoso. Quindi oggi parliamo del resto della merenda, almeno di quella parte di merenda che ho preparato personalmente, vi risparmio l’elenco delle patatine e delle bibite.


Base per i pasticcini dolci

Si tratta della pasta frolla del libro base del Bimby (leggermente variata), che poi è la stessa che fa mia mamma e che quindi può tranquillamente essere preparata anche a mano.
Scorza di un limone biologico
80 grammi di zucchero di canna
300 grammi di farina 00
un uovo e un tuorlo
130 grammi di burro morbido a pezzetti

Con il Bimby
Mettere nel boccale lo zucchero e la scorza di limone e tritare per 10 secondi a velocità 8.

Unire tutti gli altri ingredienti ed impastare in modalità spiga per 20 secondi a velocità 5.
Avvolgere l’impasto con la pellicola e lasciarlo in frigo per almeno mezz’ora.

Senza Bimby
Tritare finemente la buccia del limone, mettere tutti gli ingredienti in un ciottola o sulla spianatoia ed impastare finché non si ottiene una palla liscia.
Mi raccomando: la pasta frolla non va lavorata a lungo come il pane, lavoratela il meno possibile. Il burro che usate deve essere morbido, ma non sciolto, mia zia ha tentato per anni a fare la pasta frolla sciogliendo il burro nel pentolino e non le è mai venuta!
Quando la estraete dal frigorifero lavoratela ancora un pochino sulla spianatoia e stendetene poca alla volta avendo cura di coprire quella che non state usando.
Per realizzare i dischetti usate uno stampino rotondo oppure (meglio secondo me) a forma di fiore. Poi sistemate i dischetti nei pirottini, sistemateli su una (o più) teglia da forno e coprite con un unico foglio di carta stagnola e cuocete in forno a 180° per circa 10 minuti (la cottura però regolatela controllando spesso perché varia da forno a forno e in base allo spessore della pasta).
Pasticcini alla frutta
La crema che ho usato è la crema Bimby del libro base
Per la crema:
Scorza di mezzo limone biologico o una bustina di vanillina o aroma di vaniglia
100 grammi di zucchero
500 grammi di latte intero
40 grammi di farina 00
2 uova

Con il Bimby
Mettere la scorza di limone e lo zucchero nel boccale e polverizzare 20 secondi a velocità 7.
Aggiungere gli altri ingredienti e cuocere per 7 minuti a 90° velocità 4.
Senza il Bimby
Scaldare il latte in un pentolino con la scorza intera del limone e spegnere il fuoco prima che giunga ad ebollizione. Nel frattempo sbattere le uova con lo zucchero, quando si è formata una cremina chiara aggiungere la farina e sbattere ancora fino a completo assorbimento. Mettere questo composto in un pentolino (oppure prepararlo direttamente nel pentolino) e versarci sopra lentamente e senza mai smettere di mescolare il latte caldo. Usate una frusta per mescolare in modo che non si formino grumi. Rimettere sul fuoco e riportare ad ebollizione, lasciare bollire un paio di minuti e poi spegnere. Lasciare raffreddare e poi mettere in frigorifero.

Per completare:
More, Mirtilli, Lamponi, Ribes, Zucchero a velo

Prendere le pastine di pasta frolla precedentemente preparate, mettere la crema nella sac a poche e riempire le pastine con un beccuccio medio. Disporre i frutti di bosco lavati e asciugati a piacere cercando magari di mischiare i colori. Prima di servire cospargete di zucchero a velo.

Pasticcini alla crema di nocciole
La ricetta è anche in questo caso presa dal libro base del Bimby e leggermente variata
100 grammi di zucchero di canna
60 grammi di nocciole tostate
100 grammi di cioccolato fondente a pezzetti
100 grammi di late intero
70 grammi di zucchero

Mettere lo zucchero e le nocciole nel boccale, polverizzare per 20 secondi a velocità 10.
Unire il cioccolato e tritare per 20 secondi a velocità 10.

Aggiungere il latte ed i burro ed azionare per 6 minuti a 50° a velocità 3.
Mettere la crema in frigorifero per almeno mezza giornata prima di utilizzarla, poi inserirla nella sac a poche per riempire i pasticcini. A piacere si può aggiungere granella di nocciole.

Pasticcini salati
Per la pasta brisè
250 grammi di farina tipo 0
100 grammi di burro morbido a pezzetti
1 pizzico di sale
70 grammi di acqua fredda

Impastare insieme tutti gli ingredienti oppure, nel Bimby impastare per 20 secondi a velocità 4-5. E mettere in frigorifero per almeno mezz’ora.
Per il ripieno
2 uova
100 grammi di parmigiano reggiano grattugiato
Prezzemolo tritato

Sbattere insieme tutti gli ingredienti per ottenere un composto omogeneo.
Stendere la pasta un po’ alla volta avendo cura di tenere coperta quella che non si utilizza. Tagliarla con uno stampo a forma di fiore che si adatti alla forma dei pirottini e posizionare le forme ottenute su questi ultimi. Posizionare i pirottini su una placca da forno. Riempire ogni vaschetta di pasta brisè con il composto di uova prezzemolo e formaggio e mettere in forno caldo a 180° per 20-25 minuti (controllate sempre la cottura ed eventualmente riducete o allungate il tempo).

La focaccia che c’è nella foto è quella riportata in questa ricetta.

I wurstel vestiti sono ottenuti semplicemente avvolgendo pezzetti di wurstel di pollo in strisce di pasta sfoglia (ho acquistato quella rettangolare così ha reso di più). Li ho cotti in forno a 180° per 15 minuti.

Prima di cimentarvi sappiate che tra questa merenda e la torta è stata una faticaccia.


A presto!

martedì 10 luglio 2012

A volte capita

Per la rubrica Parola di Bimbo

Siamo in vacanza sul Lago Maggiore e siamo due mamme, una nonna e sei bambini sotto i sei anni, le piccole perle si sprecano.

Al pomeriggio, mentre i più grandi colorano e fanno giochi tranquilli, i piccoli fanno il riposino al piano di sotto.

Dopo circa un quarto d'ora da quando è stato messo a letto, compare Barbaforte in cima alla scala, si guarda intorno e si rende conto che tutti gli adulti ed i bambini presenti lo stanno guardando malissimo. Prima che io riesca ad aprire bocca per rimandarlo a letto fa un gran sorriso e dice:

"Oh Oh! Scusate, devo aver sbagliato piano!"
(ndr la casa ha solo due piani)

Sarà che sono la mamma, ma secondo me è troppo un grande!

lunedì 9 luglio 2012

Caccia al tesoro seconda tappa

Seconda tappa della caccia al tesoro di mammafelice: Presentami un blog di viaggio.





Per questa puntata dell’avventura estiva ho scelto un blog giovane realizzato da due amiche di Bologna, due mamme, due famiglie, due bambini … che viaggiano e ce lo raccontano.
Seguo la lista di mammafelice per presentare il blog di Milly e Sissi Bimbi e viaggi

Come si chiama il blog: Bimbi e viaggi
Qual è il link del blog: http://www.bimbieviaggi.it/

Perché vale la pena di leggerlo: per chi come me ha una voglia matta di viaggiare e si fa scoraggiare dall’idea di mettersi in viaggio con i bambini. Per scoprire che c‘è chi lo fa con entusiasmo e gli viene anche bene. Inoltre ci sono un sacco di consigli utili e lo spazio per i racconti degli ospiti.
Qual è il tuo post preferito: Il diario del viaggio a Barcellona.

Qual è il viaggio che faresti: Ho nel cuore un viaggio che feci nove anni fa con due amiche (incredibilmente è ancora online il mio diario di quel viaggio su turisti per caso ), quando ancora non c’erano i miei bambini, quando ancora non ero sposata, quando avevo appena conosciuto un ragazzo di Verona che nemmeno lontanamente pensavo che avrebbe potuto rivoluzionare la mia vita. Si tratta della Milano – Nordkapp e ritorno in tenda con la mia vecchia Peugeot 106. Bene questo viaggio vorrei rifarlo con mio marito e con i bambini, magari in camper visto che in tenda forse è un po’ troppo pesante. Non appena le finanze ce lo consentiranno sarà il primo che faremo.
P.S. Ho già spulciato l’elenco dei blog pubblicati su mammafelice per la seconda tappa della caccia al tesoro e devo dire che c’è di che divertirsi.

A presto

sabato 7 luglio 2012

Da maglietta ad abito per bambina con stoffa IKEA

Ho fatto un vestito per Barbabella utilizzando una mia vecchia maglia e un tessuto IKEA e credo che mi sia venuto proprio bene; lei lo indossa come se fosse un abito d'alta moda ed è molto orgogliosa che lo abbia fatto la sua mamma.

Questo è il risultato finale:



Siccome il tutorial è lunghetto passo subito alla spiegazione.

Occorrente:
una vecchia maglia nera (o del colore che più vi piace)
Tessuto IKEA (Berta Ruta) 70 cm
Ho preso una vecchia maglia che mettevo quando ero incinta e, deducendo le misure da una maglietta di Barbabella, l'ho tagliata.

Per prima cosa ho tagliato le parti laterali lasciando al centro una larghezza pari a quella della maglietta di campione.

Guardate che carina la taschina, non l'ho usata per questo vestito, ma l'ho archiviata in attesa di qualche spunto.

Quindi ho tagliato la parte inferiore sempre tenendo le misure della maglietta campione.


Infine mi sono ritagliata una parte di manica da poter utilizzare per realizzare le maniche del vestitino. Ho risparmiato così di dover fare gli orli perchè ho sfruttato quelli già fatti.

Passiamo ora alla fase di cucito.
Per prima cosa ho cucito le maniche, mi raccomando, fatelo prima di cucire i fianchi!

Prima ho cucito le maniche alle spalle della maglia e poi le ho chiuse in corrispondenza del braccio.
Ho cucito poi i lati della maglia, ma non ho fatto il bordo in fondo perchè questo sarebbe stato coperto dalla gonna.

Siccome la scollatura della maglia era ampia anche per me, a Barbabella scende dalle spalle, così ho ritagliato dalla stoffa IKEA due rettangoli che ho cucito al rovescio ricavando due tubetti che poi ho rivoltato al diritto

Ho ricavato due spalline da questi due tubetti. Al rovescio sulla schiena ho lasciato le cuciture in evidenza (anche perchè mi erano venute piuttosto bene), mentre queste della foto che sono sul davanti le ho nascoste con delle applicazioni a forma di cuore.


E adesso veniamo alla gonna. Ho ricavato dal tessuto IKEA un rettangolo di 154 cm di lunghezza e 35 cm di altezza, ho fatto il bordo sopra di 1,5 cm e sotto di 3 cm e ho cucito tra loro gli estremi al rovescio.

Ho ripiegato su sè stesso il tessuto fermando ogni piega con due spilli come illustrato in foto

e ho realizzato due cuciture, una a circa 3 cm dal bordo e l'altra a circa 5 cm sotto la precedente.

Ho cucito la gonna alla maglietta e qui non ci sono foto perchè è la parte che mi ha fatto maggiormente disperare. La cosa che conviene fare è fermare prima il tutto con gli spilli, poi imbastire. Si può cucire al diritto perchè poi la cucitura verrà nascosta dalla cintura.

Ho poi realizzato sei passanti con dei rettangolini di stoffa, li ho piegati su sè stessi e cuciti al diritto. Dopo aver cucito ogni passante l'ho cucito sulla gonna


Come si vede da questa foto ogni passante è ripiegato su sè stesso lungo i due lati corti e cucito alla gonna. Non ho fatto orli sui lati cort prima di questa cucitura.



La cintura l'ho ricavata da una dei lati della maglia tagliati in precedenza. ho cucito i due lembi al rovescio realizzando un tubo che poi ho rivoltato al diritto. Il fiocco è un tubo di stoffa Ikea ripiegato e cucito su sè stesso chiuso con un altro pezzo di maglietta.

Per realizzare questo abito ho impiegato due pomeriggi.



a presto!
con questo progetto partecipo a:



giovedì 5 luglio 2012

Caccia al tesoro


Primo giorno di vacanze: viaggio da sola con i bambini che fortunatamente se la sono dormita per la maggior parte del tempo e sosta all’autogrill scampata, bagagli disfatti, casa pulita e ora, al freschetto, con i due al tappeto nei loro lettini dopo aver corso come schegge impazzite ed urlato a squarciagola per tutto il pomeriggio, mi dedico un po’ al mio piccolo blog.

Però prima una foto del mazzolino che mi ha portato Barbaforte appena sbarcato in giardino e che Barbabella ha premurosamente messo in un bicchiere.





È da qualche giorno che volevo scrivere questo post per partecipare alla caccia al tesoro estiva di mammafelicepresentami un blog”, ma tra gli esami da concludere ed i bagagli da fare di tempo ne ho avuto davvero poco (e sì, il post dell’aglio al forno era programmato J mi avete scoperto).

Da quando ho aperto il mio blog ho iniziato a scoprire e conoscere tanti piccoli mondi, tante storie e tante vite nei blog che ho visitato e che ho voluto seguire. Uno di quelli a cui sono più affezionata è quello di mammafelice perché è una fonte inesauribile di idee, spunti, informazioni, ma anche una bella comunità di amiche che ho silenziosamente seguito per questi mesi.

Adesso, con l’inizio delle vacanze che offrono indubbiamente più tempo libero e con l’occasione della caccia al tesoro appena iniziata, è arrivato il momento di farmi conoscere partecipando a “ Presentami un blog”.

L’iniziativa prevede come prima tappa di presentare il proprio blog ed io lo farò seguendo la traccia data:

Nome del blog: La casa della mamma. Ho voluto insistentemente questo nome, l’ho voluto talmente tanto che ho dovuto inserire un trattino perché era un indirizzo già occupato. Volevo un nome che racchiudesse in poche parole tutto quello che mi piace fare e l’amore con cui mi ci dedico, che desse l’idea di essere in un posto accogliente, aperto ed operoso e credo che la casa della mamma racchiuda in sé tutti questi concetti.

Un buon motivo per seguirmi: per vedere come va a finire? A parte gli scherzi, mi piace condividere con gli altri quello che faccio e quindi mi fa piacere anche ricevere consigli su tutto (a questo proposito sono l’unica che non riesce a mettere il pulsante mi piace di FB?). Seguiamoci più che seguitemi. Seguiamoci a vicenda.

Due post che vale la pena leggere: Direi uno di cucina e uno di cucito, e scelgo i due più popolari nelle rispettive categorie:

per il cucito il più cliccato è “Vestito per bambina con corpettoa maglia e uncinetto

per la cucina il più cliccato è la “Tarte tatin di pomodorini diCsaba della Zorza

Come seguirmi:


oppure su Facebook Lacasa della mamma.



A presto

Aglio al forno con Camambert di Normandia in cocotte


Certamente il clima, nella maggior parte del paese, non invoglia ad accendere il forno e a consumare formaggi fusi; ma immaginate per un’istante di trovarvi in una baita in montagna, fuori c’è quella temperatura che invoglia ad indossare il golfino, certo il sole scalda, ma all’ombra si sta belli freschi e all’interno ancora di più. Già perché le mura di pietra della baita mantengono fresche le stanze e non si lasciano attraversare facilmente dal tepore del sole nemmeno quando batte insistentemente sulla parete.

Ecco che allora è arrivato il momento in cui si può accendere il forno.

Vi chiedete come mai nella baita non ci ho messo l’amato che vi coccola mentre voi avvolte in uno scialle vi abbandonate a romantiche letture? Diciamo che l’ingrediente principale di questa mia ricetta non si abbina bene al rapporto di coppia. Ecco questa è forse l’unica vera controindicazione, ma è talmente buono che per una volta ogni tanto si può anche fare un sacrificio.

Aglio al forno con Camembert di Normandia in cocotte

Ho visto questa ricetta nel programma del Gambero Rosso di Lorraine Pascale, l’ho modificata un pochino, ma è semplicissima. Servono una testa d’aglio fresco (mi raccomando non quello secco che si usa solitamente), un Camembert di Normandia (possibilmente A.O.P.), un po’ di timo e rosmarino, olio EVO e una cocotte.

Si unge abbondantemente una teglia da forno, si taglia la testa d’aglio in modo da recidere non solo il gambo, ma anche una piccola parte del bulbo. Si intinge la parte tagliata nell’olio e la si dispone sulla teglia insieme al rosmarino ed al timo. Dopo circa mezz’ora di cottura a 190° si dispone sulla teglia anche la cocotte contente circa un quarto di camembert con tutta la crosta e si riprende la cottura per altri dieci minuti.

A cottura ultimata servire con il pane (meglio se fatto in casa) in questo modo: dopo aver lasciato raffreddare un pochino estraete con le dita uno dei pezzetti di aglio e spalmatelo sul pane, vedrete che sarà diventato morbidissimo, poi pucciate il pane nella cocotte e ricopritelo di formaggio. Inutile dire che è sublime.



Vi state chiedendo se sono in una baita in alta montagna? Vi lascio nel dubbio.



A presto!
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